Web analytics? A me me piace!

Torno da due giorni intensi e pinei di concetti e stimoli nuovi per approfondire sempre di più il web, la sua analisi ed in particolare il comportamento dell’utente. Ho frequentato con piacere il corso di due giorni tenuto da Francesco de Francesco, anche noto come Fradefra. Il tutto si è tenuto nella graziosa città di Verona. Francesco ci ha spiegato che la web analytics altro non è che uno studio e che chi intenda farla seriamente dovrebbe spendere ore ed ore su questa, magari iniziando da piccole analisi.

La web analytics può anche chiamarsi web analysis o web analisi e si occupa dello studio del comportamento dell’utente. In un contesto commerciale per esempio in funzione di obiettivi di marketing come ad esempio lo studio di landing pages o altri fattori che incoraggino l’utente a compiere determinate azioni o a rispondere positivamente a certe situazioni online. Certo, non posso mica darvi l’esatta definizione poichè intanto da quell che ho appreso la web analysis è uno studio a tutto tondo che porta a conoscere, studiare e anche prevedere tali fenomeni e attraverso l’applicazione di studio e conoscenza/esperienza riuscire ad interpretare cosa avviene ad esempio su un sito, in funzione di fattori interni, esterni che possiamo cercare di capire o che magari non comprenderemo mai.

Si, ho scoperto un mondo che sento che ci si debba sempre più accostare per dare risposte. Quanti in questo settore sanno dare risposte esaurienti sulla risposta dell’utente, sulla concorrenza, su ogni singolo pezzetto di un sito e la sua interazione con l’utente?

Siamo partiti intanto dal parlare dalla differenza tra hits, visite, visitatori, visitatori unici e eterniu dubbi. Già inquadrando cos’è un visitatore o come ci si può avvicinare all’idea di quest’ultimo si può proseguire nel tentare di comprendere cosa questo faccia in una deteminata situazione o più situazioni in un ambiente web. Altra cosa importante è stato il concetto di bounce e come in se per sè questo dato non offra informazioni utili alla web analytics ma come in realtà questo vada inquadrato in un contesto. Bounce perchè, in quale situazione e rispetto a cosa? E poi i percorsi, i filtri, gli strumenti di analisi web con i loro pregi e difetti con il fatto che nessuno dei programmi di web analytics sono uguali e ognuno dovrebbe essere scelto in funzione dell’analisi che si intende effettuare.

Come manipolare questi dati? Qua è intervenuta Angela Baldan che ci ha parlato di R, un programma di statistica utile per manipolare dati precedentemente selezionati e ‘purificati’. Successivamente Tambu ci ha spiegato come utilizzare nelle nostre analisi Google analytics grazie ai suoi filtri personalizzabili.

Non è certo possibile scrivere tutto in un post ma da oggi in poi voglio cominciare ad analizzare i miei visitatori e cercare di inquadrare taluni comportamenti interessanti, pericolosi, positivi e magari saperli interpretarli nel giusto modo.

Vorrei ringraziare Francesco de Francesco ( e Copertina75) che con passione spiega e fa cultura su certi argomenti, appassionando tante persone come me e spingendole a migliorare. Poi vorrei salutare e ringraziare Marco Ziero e Enrico Altavilla che ho avuto l’onore ed il piacere di conoscere. Poi tutti gli altri che ho conosciuto e quelli con i quali non ho avuto la possibilità di interagire. :)

Condividi :
  • Digg
  • del.icio.us
  • Netvouz
  • DZone
  • ThisNext
  • MisterWong
  • Wists
  • Diggita
  • Oknotizie
  • Segnalo
  • Segnaloitalia
  • SEOTribu
  • Technorati
  • Technotizie
  • Wikio

Comments

3 Responses to “Web analytics? A me me piace!”

  1. fradefra on Settembre 30th, 2007 16:51

    Ciaooooo, sono contento che il corso ti sia piaciuto :-)
    Buon lavoro e studio, allora :-)

  2. marco on Ottobre 1st, 2007 09:36

    anche per me è stato un piacere, giulio.
    alla prossima ;-)
    ciao!

  3. Giulio on Ottobre 1st, 2007 16:05

    Saluti a tutti ancora!!! ;)

Leave a Reply